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21/01/2020
"Avere cura di noi". Il messaggio del rapporto OXFAM

«Costruire un'economia umana che riconosca il ruolo delle donne e valorizzi ciò che conta veramente per la società anziché alimentare l’eterno perseguimento di profitto e di ricchezza».

È il messaggio che accompagna il rapporto pubblicato da Oxfam Italia alla vigilia del meeting annuale del World Economic Forum di Davos in programma dal 21 al 24 gennaio nella consueta cornice della località svizzera.

Il tempismo del report è particolarmente rilevante perché proprio quest’anno ricorre il 50° anniversario del Forum e perché il tema individuato è lo sviluppo sostenibile, inquadrato con lo slogan "Stakeholders for a Cohesive and Sustainable World" (per chi vuole seguire l’evento sui social, l’hashtag ufficiale è #wef20).

Diverse le questioni “ad alto impatto” al centro del dibattito: le azioni per contrastare il cambiamento climatico e proteggere la biodiversità, l’eliminazione del debito a lungo termine, la strategia per evitare una "guerra tecnologica" e il piano per fornire un'istruzione a circa un miliardo di persone nel prossimo decennio.

Una ricca agenda, quindi.

La distribuzione della ricchezza: l’1% più ricco è ancora più ricco

Il report Time to care – Avere cura di noi evidenzia due questioni che sembrano ancora lontane dall’essere risolte e che riguardano tanto i Paesi poveri quanto il cosiddetto mondo “sviluppato”: il grande divario tra ricchi e poveri in tutto il pianeta e la quantità di lavoro non retribuito, lavoro di cura del prossimo e della famiglia, ancora a carico quasi esclusivo delle donne.

Messi uno dietro l’altro, i dati tracciano un panorama impressionante:

  • nel 2019 i 2.153 miliardari della Lista Forbes possedevano più ricchezza di 4,6 miliardi di persone;
  • i 22 uomini più ricchi avevano più ricchezza di tutte le donne africane;
  • l'1% più ricco del mondo deteneva più del doppio della ricchezza di 6,9 miliardi di persone;
  • se tutti si sedessero sulla propria ricchezza sotto forma di una pila di banconote da 100 dollari, la maggior parte dell'umanità sarebbe seduta al suolo. Una persona della classe media di un Paese ricco si siederebbe all'altezza di una sedia. I due uomini più ricchi del mondo sarebbero seduti nello spazio;
  • il valore monetario del lavoro di cura non retribuito svolto in tutto il mondo dalle donne dai 15 anni in su è di almeno 10.800 miliardi di dollari all'anno, pari al triplo di quello del mercato globale dei beni e servizi tecnologici;
  • gli introiti decennali di un’imposta addizionale dello 0,5% sul patrimonio dell’1% più ricco a livello globale corrispondono alle risorse necessarie per creare 117 milioni di nuovi posti di lavoro nei settori di cura per bambini e anziani, istruzione e sanità e per colmare i deficit assistenziali.

Serve una progettualità orientata all’Economia Umana

La cooperazione, intesa come condivisione di esperienze e come progettazione inclusiva, può giocare un ruolo fondamentale nei prossimi anni. Può fare la differenza anche nel nostro Paese che sta scontando gli effetti di un mercato del lavoro sempre più polarizzato e gli squilibri dati dalla scarsa natalità.

Per questo tornano utili le raccomandazioni del report di Oxfam che invita a iniziare alleggerendo l’onere della cura a carico delle donne e promuovendo gli investimenti in strutture e iniziative di assistenza sociale per evitare sacche di povertà ed esclusione.

In questo senso, il dialogo tra enti locali e associazioni non profit può fare molto. Non lasciare indietro gli ultimi aiuta a far stare meglio tutti ed è la strada per costruire un’economia davvero umana.

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