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09/12/2020
Il “Microcredito di libertà” per l’inclusione delle donne
Un nuovo importante accordo per attivare il microcredito imprenditoriale e sociale per le donne

A pochi giorni dall’ultima Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne, arriva una buona notizia per tutto il mondo del Credito Cooperativo. 

Federcasse (la Federazione italiana delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali) ha firmato il Memorandum di intesa promosso dalla Ministra delle Pari Opportunità e della Famiglia, Elena Bonetti, per l’istituzione del “Microcredito di libertà”, uno strumento finanziario fondamentale per l’emancipazione economica delle donne in difficoltà.

Il Memorandum è stato firmato anche da ABI, Caritas Italiana e da Ente Nazionale per il Microcredito e prevede l’attivazione del microcredito imprenditoriale e sociale a favore delle donne vittime di violenza maschile in tutte le sue forme, compresa la violenza economica

Secondo l’intesa, il microcredito “imprenditoriale” sarà garantito dal Fondo di garanzia per le PMI fino al 90%, mentre i finanziamenti di microcredito “sociale” saranno garantiti al 100% da un nuovo fondo di garanzia costituito dal Dipartimento delle Pari Opportunità (Fondo di Garanzia per il Microcredito di Libertà). Tramite questo fondo, che partirà con una dotazione iniziale di circa 3 milioni di euro, il Dipartimento delle Pari Opportunità contribuirà anche all’abbattimento del TAEG relativo alle operazioni di microcredito d’impresa e di microcredito sociale. 

Un ruolo importante sarà ricoperto anche dai “centri antiviolenza” sul territorio che selezioneranno le richieste di sostegno per indirizzarle a “tutor” specializzati individuati all’interno dell’Albo gestito dall’Ente Nazionale per il Microcredito. Questi ultimi sottoporranno poi le domande all’intermediario finanziario convenzionato prescelto dalla richiedente.

Le banche e gli intermediari aderenti all’iniziativa valuteranno a loro volta la concessione del finanziamento alle migliori condizioni, potendo anche ricorrere al supporto di partner qualificati – quali gli operatori di microcredito – per la gestione ed erogazione delle pratiche.

La firma dell’intesa è un traguardo importante perché segna la nascita di un nuovo strumento finanziario per supportare le donne nel loro percorso di rinascita dopo la violenza. Il microcredito offre infatti i mezzi per costruire l’indipendenza economica e per avviare nuove progettualità, personali e imprenditoriali. 

I numeri sulla violenza economica

La violenza che di solito raccontano le cronache è verbale e fisica, ma quella economica, intesa come sudditanza psicologica o come ignoranza dei mezzi finanziari a diposizione di una famiglia, non viene quasi mai trattata. Dipende in primo luogo dalle poche denunce e indagini a tema, ma anche dalla poca consapevolezza delle donne stesse che spesso considerano ancora normale non essere al corrente della situazione finanziaria familiare o non avere un reddito proprio in presenza di quello del marito, compagno. 

Secondo una recente indagine di Dire, l’associazione che raccoglie oltre 80 centri antiviolenza in tutta Italia, le donne che chiedono aiuto a seguito di abusi psicologici (79%) e fisici (61%), hanno subito anche violenza economica nel 34% dei casi. Un dato probabilmente molto parziale che da solo giustifica il rafforzamento di tutte le iniziative per la promozione dell’educazione finanziaria e dell’inclusione sociale delle donne. 

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